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Conto Energia

Abbiamo raccolto in questa pagina le domande più frequenti sul Conto Energia, con attenzione specifica ai problemi pratici di installazione o di normativa.

Potete trovare altre notizie ed informazioni ai link seguenti:

Conto Energia: La filosofia
Conto Energia: Criteri

Informazioni generali
Remunerazione monetaria del Conto energia
Informazioni tecniche e pratiche

Il Conto Energia
Informazioni generali
   

Cos'è?

 

 

Il Conto Energia è un tipo di finanziamento ideato per il mercato dell'energia prodotta da fonte fotovoltaica ed è una novità per il panorama normativo ed economico Italiani. Non è una anteprima mondiale in quanto altri Paesi hanno in vigore questo tipo di incentivo già da anni.
   
Vale anche per impianti idroelettrici, eolici e termici? No. Il Conto Energia è previsto solo per l'energia elettrica prodotta da fonte fotovoltaica. Non è prevista quindi nessuna remunerazione (ovviamente) per il calore prodotto da collettori solari, nè per l'elettricità prodotta da altre fonti rinnovabili.
   

La remunerazione è valevole per tutti gli impianti?

La legislazione classifica tre fasce di impianti connessi alla rete: 1-3 kWp, 3-20 kWp, > 20 kWp. Al di sotto del singolo kWp non sono previste tariffe, mentre è stato tolto il limite superiore.

   

Cosa si intende per "scambio sul posto" dell'energia prodotta da un impianto fotovoltaico?

La legislazione dello scambio sul posto è fortemente cambiata dal novembre 2008 e, nel gennaio del 2009, ha ricevuto un nuovo impulso dalla delibera della AAEG ARG/elt 1/09. Clicca qui per leggere un approfondimento sull'argomento.

   

Che cosa è il TISP ?

 

 

Il Testo integrato dello scambio sul posto (TISP) pubblicato dall’Autorità per l’energia con lo scopo di assicurare una maggiore trasparenza ed efficacia alla gestione del meccanismo che consente di immettere in rete l’energia elettrica prodotta (non immediatamente autoconsumata) e poi prelevarla per soddisfare i propri consumi in un tempo differito. Le nuove regole saranno effettive dal prossimo 1° gennaio 2009. Ulteriori dettagli: Link alla delibera La delibera n. 74/08 è disponibile sul sito dell’Autorità www.autorita.energia.it
   

A quali impianti sara' applicato il TISP?

Riguarderà impianti di produzione da fonti rinnovabili fino a 20 kW ma novità importante, sarà possibile innalzare la soglia per le rinnovabili fino a 200 kW non appena sarà varato il necessario decreto attuativo, mentre per gli impianti di produzione da cogenerazione ad alto rendimento sarà esteso fino a 200 kW.
   

Come funziona?

 

Prevede che al termine di ogni anno, i produttori da piccoli impianti da rinnovabili o da cogenerazione paghino esclusivamente la differenza tra quanto dovuto per l’energia consumata e la compensazione ottenuta per l’energia prodotta. Come già accade attualmente, se il valore di mercato dell’energia immessa in rete supera il valore di mercato dell’energia prelevata, si matura un ‘credito’.
   

Quali sono le novità introdotte dal TISP?

 

 

 

 

Queste le principali novità introdotte dal TISP:

  1. E' previsto che servizio di scambio sul posto venga erogato dal Gestore del sistema elettrico-GSE (e non più dai distributori) verrà gestito attraverso un portale informatico secondo modalità uniformi per tutto il sistema nazionale.
  2. Il credito, nel caso di fonti rinnovabili, può essere utilizzato negli anni successivi senza più incorrere nel suo annullamento trascorsi tre anni, come previsto in precedenza.
  3. Per la cogenerazione, il produttore può scegliere se utilizzare l’eventuale credito negli anni successivi, al pari delle fonti rinnovabili, oppure incassarlo al termine dell’anno, ottenendo un compenso monetario.
   
Cosa si intende per "cessione" dell'energia prodotta da un impianto fotovoltaico? Sempre inerentemente alle modalità descitte alla domanda precedente, un impianto fotovoltaico può cedere tutta l'energia che produce. Questo elimina il pregio dell'autoconsumo, ma permette di accedere alla tariffa di fascia superiore e vedere remunerata tutta l'energia prodotta indipendentemente dai consumi del richiedente/produttore.
   

Tutti possono richiedere la modalità di cessione dell'energia prodotta?

 

 

 

 

La modalità di cessione dell'energia prodotta è la sola possibile per gli impianti di terza fascia (>20 kWp).
Per gli impianti di prima e seconda fascia, invece, è possibile anche lo scambio sul posto. Tuttavia, per accedere alla cessione dell'energia prodotta, è necessario che il richiedente sia possessore di Partita IVA, inoltre è importante considerare anche l'aspetto economico: accedendo alla tariffa di seconda fascia, i ricavi sono sottoposti a tassazione pur avendo un impianto di dimensioni inferiori.
La normativa, attualmente, non è esplicita nel dire se l'energia ceduta sia sottoposta a tassazione o sussistano altri vincoli legislativo/fiscali considerato che la tariffa applicata è quella di impianti di seconda fascia al cui eneregia è tassata.
   
Remunerazione monetaria del Conto energia
   

Con che scadenza viene pagato l'importo del Conto Energia?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per rispondere a questa domanda occorre considerare tre fattori:

  1. Tipologia di connessione (scambio sul posto o cessione dell'energia).
  2. Produzione energetica del periodo.
  3. Tariffa incentivante applicata.

Questi tre fattori determinano la cadenza di pagamento della tariffa incentivante del conto energia secondo lo schema qui sotto proposto:

Scambio sul posto:

  • Pagamento bimestrale dell'assegno a patto che l'importo dell'assegno sia almeno di 250,00 €. In caso non si fosse raggiunto l'importo minimo, si verificherà il bimestre successivo.

Cessione dell'energia prodotta
Si distinguono due casi distinti:

  • Impianti <20 kWp: Pagamento bimestrale dell'assegno a patto che l'importo dell'assegno sia almeno di 250,00 €. In caso non si fosse raggiunto l'importo minimo, si verificherà il bimestre successivo.
  • Impianti >20 kWp: Pagamento mensile dell'assegno a patto che l'importo dell'assegno sia almeno di 500,00 €. In caso non si fosse raggiunto l'importo minimo, si verificherà il bimestre successivo.

Risulta perciò evidente che maggiore la taglia dell'impianto, e migliore la tariffa incentivante riconosciuta, più veloce sarà il raggiungimento della soglia minima.

Per entrambe le tipologie di connessione, comunque, resta inteso che, una volta che il GSE eroga il pagamento, il computo dell'energia su cui si calcola la candeza viene aggiornata e si riparte "dall'inizio".

   

L'importo dovuto dal Gestore deve essere dedotto dalle tasse?

Solo se si accede al regime di Cessione dell'energia prodotta. Regime questo previsto obbligatoriamente per gli impianti superiori ai 20 kWp e come facoltativo per potenze inferiori.
   

Incentivi e cumulabilità dei premi e delle detrazioni fiscali previste dalla normativa italiana.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sempre più sovente ci capita di affrontare la consulenza a persone che vogliono ottenere il massimo previsto dalla normativa in materia di incentivazione alle fonti rinnovabili e specificatamente del fotovoltaico.
Qui abbiamo raccolto alcune indicazioni utili

  • La tariffa incentivante del conto energia è compatibile con gli sgravi fiscali del 55% in materia di contenimento energetico. Ovviamente tali sgravi pertengono lavori extra impianto fotovoltaico ed è comunque necessaria la certificazione energetica richiesta dalla normativa di detrazione.
  • La tariffa incentivante non è cumulabile con le detrazioni del 36%.
  • Il premio per l'utilizzo efficiente dell'energia può sussistere insieme alla detrazione fiscale del 55%, ed occorre dotarsi di certificazione energetica ante e post intervento.

Ovviamente il DM 19 02 2007 detta le linee guida di tutto questo ed è pertanto fondamentale rendersi conto delle relative opportunità e dei vincoli esistenti. Quanto detto, infatti è vero in linea generale, risulta però ovvio che, a seconda della taglia dell'impianto, della modalità di connessione, e della tipologia di sgravio fiscale richiesto, si profilino certi scenari piuttosto che altri.

   

Quali sono i casi in cui non si può accedere alla remunerazione prevista dalla legge?

 

 

 

 

Esistono vincoli di natura tecnologica ed amministrativa.

Gli impianti realizzati sfruttando la tecnologia del silicio amorfo sono recentemente stati inclusi nella tariffa incentivante a patto che la richiesta pervenga da persone giuridiche.

Dal punto di vista amministrativo, invece, si può tutti gli impianti finanziati con il programma nazionale 10.000 tetti fotovoltaci (che prevedeva una copertura in conto capitale fino al 75% dell'importo) non possono accedere al Conto Energia.
Impianti finanziati in altro modo, possono accedervi solo se il finanziamento non supera il 20% del costo dell'investimento.

   
Informazioni tecniche e pratiche
   

Devo installare due contatori?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Conto energia non prevede l'obbligo, come il regime precedente prevedeva, di installare due contatori.
Infatti è possibile, vista la dimensione ragguardevole degli impianti finanziabili, che l'impianto sia connesso solo in uscita.

I casi più comuni, tuttavia, contemplano la necessità di installare due contatori (che richiedono di solito il pagamento di canone di affitto): uno in entrata e l'altro in uscita.
Questo perchè, data la natura discontinua dell'irraggiamento solare, è ovvio che, in contesti abitativi normali, la connessione alla rete sia necessaria alle esigenze di energia notturne o in situazioni di scarso irraggiamento (a meno di non pensare a sistemi di accumulo).

Ma ci sono anche motivi tecnici:

1) L'ENEL non ha pronti per tutti i contatori bidirezionali, per cui sono necessari due contatori.
2) Per problemi tecnici, pare che uno dei due, quello in uscita, possa essere addiritutra del tipo meccanico e non elettronico, visto che questo secondo tipo di contatore ha problemi a gestire la potenza discontinua erogata dall'impianto.

Attenzione, quindi allo spazio richiesto durante l'installazione e la fase di progettazione e verifica di fattbilità.

   

Che tipo di predisposizioni necessita l'impianto fotovoltaico?

 

 

 

 

 

 

L'impianto fotovoltaico connesso in rete è concettualmente semplice, ma è necessario considerare due fattori specie se si tratta di interventi in contesto edilizio residenziale:

  • Il diametro dei fili tende a crescere all'aumentare del numero di pannelli e quindi alla potenza di picco dell'impianto. Le guaine (garganelli) di passaggio dei fili elettrici devono quindi essere di diametro adeguato (superiore a quello normale delle abitazioni 3 cm può essere considerato sufficiente).
  • La presenza di inverter per la conversione della Corrente Continua prodotta dall'impianto in Corrente Alternata da riversare in rete richiede spazio ed adeguati luoghi di ancoraggio. Gli inverter tendono infatti a pesare (20 Kg è la norma), ad essere un poco rumorosi (per via della ventola di raffreddamento), e, in alcuni casi, possono anche essere più di uno.
   

Gli inverter devono essere sezionati?

 

La posa di interruttori e di dispositivi di sezionamento deve essere calibrata dato che i pannelli, non possiedono tali dispositivi.
Di norma si colloca un quadro di controllo pre inverter ed uno post inverter e posto prima del contatore che rappresenta il confine tra la propria rete è la rete del Gestore.
   
   


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