Le domande tecniche, le curiosità tecnologiche, i riferimenti normativi generali.
La legislazione per le installazioni
Fotovoltaico: domande tecniche
Fotovoltaico: qualità dei componenti
Solare Termico (under costruction)
Pompe di calore (under costruction)
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| In generale, le installazioni di impianti solari hanno un impatto sulle coperture degli edifici e, quindi, si tratta di lavori normati da specifiche normative di sicurezza del lavoro. | |
| Quali
sono i riferimenti normativi di riferimento? |
L'ultima legislazione utile per definire
le opere necessarie per realizzare i lavori in sicurezza e nel rispetto
della normativa è il Decreto
legislativo
9 aprile 2008, n. 81 "Attuazione
dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela
della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro" pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 101 del 30 aprile 2008 - Supplemento Ordinario n. 108 e s.m.i. (dlgs 106 del 3 agosto del 2009). In particolare per l'installazione degli impianti a quota tetto, nei casi più generali, vengono coinvolti questi aspetti:
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| Le
leggi sono sempre molto complicate ai non addetti: Che cosa si deve
tenere presente per la realizzazione di una installazione? |
La
normativa è pensata per
permettere a chi lavora in condizioni di potenziale pericolo, di
adottare tutte le misure per evitare incidenti. Questo, nel caso di impianti solari, significa:
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Quale è l'altezza minima per cui
si devono prendere in considerazione le opere di sicurezza?
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Sempre per il DLGS 81 2008, Articolo 107, la quota minima da un piano stabile dalla quale si considerano obbligatorie le prescrizioni è di 2 metri. |
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| Ho sentito parlare di PIMUS, POS, DURC e altri oneri di sicurezza. Di cosa si tratta? | Tutte
le sigle esposte, si riferiscono a pratiche richieste all'impresa
realizzatrice dei lavori. Non sono tutte legate alla sicurezza sul
lavoro, per cui è meglio vederle in dettaglio:
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| Ho
letto le specifiche della
normativa. Non è possibile installare in condizioni differenti? |
Light
Energy, come studio di progettazione, assicura che il
proprietario e
qualsiasi operatore in cantiere possa essere tutelato per la propria
sicurezza e nei preventivi che proponiamo esponiamo sempre i costi
delle opere in ottemperanza alla normativa. In questo modo si tutela la vita di chi lavora, ma anche, il portafoglio e la fedina penale del proprietario. A tal proposito ci pare giusto citare gli aticoli di riferimento per le Sanzioni previste in caso di mancanze:
Chi lavora senza le sicurezze previste, farà senz'altro uno sconto economico a chi paga, ma si espone ed espone il suo cliente ai rischi dei controlli delle sanzioni e alle conseguenze di incidenti dagli esiti potenzialmente letali. |
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| Che
cosa si intende per Watt? |
Il
watt è l'unita di misura del sistema internazionale che permette di
comparare le potenze. Essendo la potenza definita come energia erogata in un lasso di temo definito, ed essendo l'unità di misura dell'energia il Joule, il watt è pari a J/secondi. Si parla spesso di potenza elettrica e di multipli del Watt (kilowatt = 1000 watt) in relazione alla potenza elettrica erogata dai contatori di fornitura elettrica o prodotta dai moduli/impianti fotovoltaici. Ma non va dimenticata la potenza termica o di altro tipo. |
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| Che
cosa si intende per kWh (Chilowattora)? |
Potenza
moltiplicato una unità di tempo (l'ora) fornisce, ancora, una energia.
Si ritorna quindi a parla di joule? In un certo senso si sta
descrivendo, con un altro fattore, lo stesso concetto di energia. Joule, e Watt, pur essendo corretti dal punto di vista del Sistema Internazionale di misura, sono unità che descrivono Energie e Potenze piccole in rapporto al nostro quotidiano. Per questo motivo si sono introdotte altre unità di misura tra cui il kWh che è la tipica unità di misura con cui vengono registrati i consumi dal nostro contatore ma, anche, la Produzione (oraria/mensile/annuale) di un impianto fotovoltaico. |
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| Che
cosa si intende per kWp? |
In poche parole esprime la potenza elettrica massima producibile dal pannello (e quindi dall'impianto) sotto determinate condizioni. Quanto detto, pur essendo efficace, non è del tutto esaustivo delle caratteristiche reali che hanno portatio all'introduzione dell'unità di misura "a picco". Il kW, multiplo dei Watt per 103, esprime la potenza sviluppata da un dispositivo. In caso di dispositivi elettrici in corrente continua, così come i moduli fotovoltaici, i W sono calcoati moltiplicando l'Intensità di corrente espressa in Ampere (A) per la differenza di tesione espressa in Volt (V). Non si sta parlando d'altro che della legge di OHM. Con un impianto fotovoltaico non si può parlare di costanza nei valori elettrici di uscita in quanto questi dipendono fortemente da come il modulo fotovoltaico riceve i fotoni incidenti che ne attivano l'effetto di conversione elettrica dlele luce. Partendo dalla cosiddetta costante solare di 1.367 W/mq di potenza della radiazione luminosa all'impatto con la nostra atmosfera, si arriva, a terra, ad un valore inferiore (circa 1.000 W/mq in una giornata dall'atmosfera limpida). La riduzione (anche maggiore di quella indicata) è dovuta a:
Questa potenza è stata rilevata in Condizioni standard (STC o Standard Test Conditions) con una illuminazione di 1.000 W/mq e una temperatura di 25°C. Dal discorso fatto risulta evidente che, in caso di variazione dalle condizioni di test, il modulo fotovoltaico produce di meno. Questi i motivi (oggettivi e spesso non eludibili di questa riduzione):
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L'impianto necessita di una
collocazione particolare?
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No,
solitamente un impianto FV, per disponibilità o comodità, viene
installato sul tetto dell'abitazione o su altre tipogie di coperture. Tuttavia si possono considerare anche altri tipi di installazione tutte peraltro valide ai fini dell'ottenimento della tariffa incentivante proposta dal Conto Energia:
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| I pannelli possono interferire
con la stabilita' della copertura? |
I
moduli fotovoltaici hanno un peso solitamente molto contenuto (circa 15
kg/mq di media). Risulta ovvio che la quantità di moduli incide sulle caratteristiche statiche di progetto della copertura. Questo per un semplice motivo: pur essendo di solito posati in modo contiguo e quindi "planare" e pur mantenendo i valori per unità di superficie molto simili a quelli indicati, un conto è installare pochi moduli ed un conto, spazio permettendo, qualche centinaio (o migliaio) con un peso totale aggiunto sulla copertura di svariate tonnellate. Quindi è buona norma verificare a priori la fattibilità, anche se, nella maggioranza delle condizioni, il progetto per il rispetto del carico neve è più che sufficiente a comprendere l'extra peso dell'impianto. Tutto poi dipende non solo dalla verifica della struttura sulla quale si deve intervenire:
Ma anche dalle condizioni al contorno (condizioni della copertura vera e propria). |
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| L'impianto necessita di una
particolare areazione? |
Se
avete letto la faq che parla di kWp poco più sopra, sapete che la
temperatura di lavoro di un modulo è un fattore che ne decresce la
capacità di produzione elettrica (dispersione per effetto Joule). Più il modulo è raffreddato più produce eneregia, o meglio meno ne perde per dispersione termica. L'areazione è uno dei modi per assicurare questo benefico effetto di raffreddamento. |
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| Esistono altri modi per
raffreddare i moduli? |
Partendo
dal presupposto che i moduli più sono ventilati, meno disspano in
calore e quindi più producono, bisogna considerare che non sempre ci
possono essere le condizioni perché ciò avvenga. La installazioni su
tetti, ad esempio espongono, a vario grado, i moduli ad essere
penalizzati in regimi climatici come quelli italiani. Ecco perché, esistono i moduli cosiddetti fototermici che, oltre a produrre energia elettrica, producono anche energia termica. Certamente non si possono paragonare i moduli fotovoltaici con moduli solari termici in termini di resa energetica, ma, grazie alla maggiore metratura dell'impianto fotovoltaico, l'esperienza ci dice che, comunque, si assicura la copertura del fabbisogno di ACS con percentuali ragguardevoli. E questo è solo "l'effetto collaterale" di aver predisposto un sistema di raffreddamento dei moduli fotovoltaici. |
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| Come valuto un modulo di qualità? |
Lo
strumento principe per
la valutazione di un buon modulo è la scheda tecnica che ciascuna ditta
produttirce, sotto la propria responsabilità, mette a disposizione del
mercato. Esistono due categorie di dati che determinano la qualità di un modulo:
Le seconde, invece, impattano direttamente sia sulla resistenza meccanica del modulo, sia nei materiali impiegati (vetri cornici, films, ecc.) che, indirettamente, sulla produzione energetica. |
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| Che cos'è il Derating termico di
un modulo fotovoltaico? |
Dalle
FAQ
precedenti sappiamo che maggiore la temperatura, minore la produzione
elettrica. I produttori di moduli
esprimono questo con una serie di valori che dichiarano quanto i moduli
perdono in produzione per ogni grado centrigrado superiore alla
temperatura di test. Questi valori sono espressi in percentuale o in sottomultipli delle unità di misura specifiche (mV, mA, mW). Minore il valore di derating, minore la perdita. Esistono quindi valori di derating sulla differenza di potenziale (Volt), sull'intensità di corrente (Ampére) e, ovviamente, sulla potenza (Watt). |
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| Tolleranze sui dati di produzione
dichiarati |
Per
questioni
legate alla produzione dei semiconduttori (celle), i moduli
fotovoltaici non possono avere tutti
gli stessi valori elettrici. Anzi, per essere precisi, le singole celle
fotovoltaiche sono tutte differenti, per cui, anche all'interno del
modulo, esistono differenze tra di esse. Ciò è normale e non certo un indice di scarso valore del prodotto. Per questo motivo, fin dai primordi del mercato, i produttori esprimono il valore dichiarato nela scheda tecnica a meno di una coppia di valori di tolleranza. Minore questa tolleranza, migliore sarà la valutazione possibile sul modulo. Oggi la prassi per i migliori prodotti è avere "tolleranze positive"; cioè coppie di sconstamento dal valore nominale descritte come -0 + x%. "Male" cha vada il modulo produrrà a valore nominale. |
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| Alcune schede tecniche riportano
il valore di NOCT: Cos'è? |
L'acronimo
NOCT sta
per Nominal Operating Cell Temperature o, in italiano, Temperatura
Nominale Operativa della Cella fotovoltaica. A seconda di come è costruita la cella, in base alle caratteristiche intrinseche del materiale, la cella ha una propria temperatura di lavoro. Più è basso questo valore migliore la produzione. |
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| Quali altri parametri vengono
valutati? |
Ci
sono altri parametri in cui è meno facile poter confrontare "a freddo"
i moduli; tra questi:
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| UNDER COSTRUCTION |
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| UNDER COSTRUCTION | |
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